Si conclude la trilogia dei “Delitti del Duomo di Modena”

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L’ultimo capitolo della trilogia dei “Delitti del Duomo di Modena”, ancora una volta alle prese con una missione impossibile. “Il riflusso del male” l’ultima opera dello scrittore Orazio Giannone, si trova in tutte le librerie online, Abbiamo incontrato l’autore, nato e cresciuto a Correggio ma  modenese d’adozione da oltre trent’anni. Nella vita è un designer, scrittore e regista che ha dedicato molti dei suoi lavori alla città di Modena.

 

Orazio, la tua ultima opera “Il Reflusso del male” ha concluso la trilogia sui Delitti del Duomo di Modena, thriller storici ambientati sotto la Ghirlandina. Come nasce la trama di questo libro?

Ho sempre avuto la passione per la storia, specialmente per il Duomo di Modena. Lo trovo un luogo pieno di mistero, grazie anche alla figura di San Geminiano, Santo Patrono della città. Nel 2011, parlando con un’amica del Duomo, mi è apparsa improvvisamente tutta la storia. Ho iniziato annotando le prime idee fino a scrivere, in tre mesi, tutta la trilogia. E’ stato necessario un lungo lavoro di ricerche storiche e di messa a punto del racconto. Volevo che il mondo conoscesse la storia di Modena e della fonte di San Geminiano, la realtà cristiana più antica di Cognento. Il romanzo mi ha poi permesso di raccontare anche la vita clericale, in positivo e in negative ma anche le disavventure di un gruppo di donne di oggi che combattono con la violenza subita e la discriminazione del loro sesso. Tutto questo nel contest di una bellissima storia d’amore tra i due protagonisti.
Anche per questo ultimo episodio “Il riflusso del male” ho scelto di mettere in copertina l’assassina con la sua eleganza in contrasto con uno dei protagonisti, insieme davanti dal Duomo di Modena in fiamme. Questa immagine offre un assaggio della dinamicità della storia. In copertina il giovane fotomodello Andrea Fresta, originario di Catania che ha sbaragliato i numerosi candidate al provino. Di lui mi ha colpito la sua presentazione: “Mi dedico al fitness, amo la cucina e gli animali, sono appassionato di cinema. Ho partecipato a vari concorsi ed eventi di moda, sono arrivato secondo a Mister Bello di Sicilia. Ho visto i tuoi lavori e mi piacerebbe tanto collaborare con te”. Andrea Fresta

 

Iniziare a scrivere una trilogia è senz’altro impegnativo. Immagino non sia stato facile neanche concluderla. Quali sono state le tue principali difficoltà e le soddisfazioni?
In realtà non ho trovato grandi difficoltà nello scrivere la trilogia, anche grazie al sostegno della mia famiglia e delle persone che mi hanno aiutato nelle ricerche storiche e nell’editing. In otto anni, sono riuscito a pubblicare tutti e tre gli episodi e questa è una grande soddifazione.
Le difficolta maggiori sono le case editrici che pubblicano solo autori o personaggi famosi, oppure romanzi preconfezionati e racconti rosa. Così, dopo la prima esperienza con una casa editrice di Milano ho scelto di utilizzare il self publishing. Nonostante tutto, i libri hanno avuto buoni riscontri di pubblico e di vendite.

Quale tecnica di scrittura hai usato? Alcuni hanno paragonato la tua scrittura a Dan Brown, autore del Codice da Vinci e Ken Follet, de I Pilastri della terra. Come definisci la tua?
Beh, essere paragonato a due autori che adoro è un grande onore. In effetti, per certi versi, la mia scrittura assomiglia alla loro. Tuttavia I miei personaggi assomigliano a quelli descritti da Pedro Almodòvar. E poi il genere: i miei romanzi sono dei fantatrhiller, dove descrivo dati oggettivi della realtà fino a costruire scenari surreali, dove la natura, il male sono dei veri e propri protagonisti mentre la figura di Dio è reale e in qualche modo influsce sulla storia.

Tra le tante attività che porti avanti c’è anche quella di regista. Qualche mese fa hai presentato, al Cinema Victoria, con grande successo di pubblico, il film “Modena, la piccola Venezia”, che ha visto come attori importanti politici, imprenditori modenesi, un viaggio attraverso le varie epoche della città e della sua storia e che ha visto la ricostruzione di Modena quando aveva i canali. Come è nata l’idea del film, dove sono state fatte le riprese e quali sono state le difficoltà organizzative?
Per pubblicizzare la trilogia ho creato dei video storici che raccontassero per immagini quello che storicamente descrivevo nel romazo.
Questi video storici sono sempre stati pubblicati sul quotidiano on-line “ModenaToday” con la collaborazione del giornalista Francesco folloni.
Nell’ultimo video della serie hanno partecipato numerosi personaggi modenesi: 33 persone su 50 contattate hanno accettato di partecipare. Perciò la sceneggiatura si è modificata di volta in volta.
L’intero film è stato realizzato al computer e girato in studio con la tecnica del green screen in una stanza 3 m per 3m. Difficile è stata la ricostruzione di tutti i fondali ad alta risoluzione partendo da vecchie foto in bianco e nero, mappe antiche e dipinti. Impegnativa anche la realizzazione dei costumi delle varie epoche, a partire dagli etruschi fino al 1920. Anche nel caso dei costumi sono stato aiutato da vari gruppi di rievocazione storica come “La compagnia di Ventura I Falchi del secchia” “ Gli arceri e balestrie della Torre di Formigine” Da Christian Lugari protagonista del film e famoso rievocatore.
In verità ho ricevuto anche molti “no” da gruppi e personaggi modenesi che non hanno voluto partecipare nemmeno per beneficenza.

Quali personaggi sono stati coinvolti? Come sono stati scelti e come hanno reagito alla tua proposta di farli recitare nel film?
Hanno recitato molti personaggi rappresentativi della città come il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli, Andrea Bosi, Maria Carafoli di Modenamoremio, Alessi Bardelli della SanFra, Andrea Barbi e Mariacristina Martinelli di Trc. Erano presenti anche i rappresentanti di tutti I principali quotidiani modenesi, dalla Gazzetta di Modena, al Resto del Carlino, fino a Modena Today, grazie alla partecipazione di Francesco Folloni. Non sono mancati gli imprenditori, come Angela Giacobazzi. Ognuno di loro ha donato al film un cameo unico e irripetibile. Anche la partecipazione della famosa attrice Luciana Turina ha dato un taglio nazionale al film.

Tra i personaggi modenesi che ti hanno aiutato in questa impresa anche Nicoletta Mantovani, vedova del grande Luciano Pavarotti. Come è nato l’incontro con la Mantovani?
Non ho mai incontrato Nicoletta Mantovani ci siamo senti solo per messaggi perchè in quel periodo si trovava negli Stati Uniti. Mi ha colpito la celerità nella risposta, la gentilezza e l’educazione.
La Mantovani non ha potuto partecipare in prima persona, tuttavia mi ha offerto la collaborazione della Fondazione Pavarotti e la partecipazione di Giuseppe Michelangelo Infantino, un giovane tenore di Agrigento. Ringrazio Nicoletta Mantovani perché il cameo del tenore che porge il salute a Luciano Pavarotti è uno dei momenti più emozionanti del film.

I diritti d’autore di tutti i tuoi romanzi sono donati all’Associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro, nel cuore del centro oncologico del Policlinico di Modena con la quale hai anche collaborato al progetto “Vanity Care”. Come è nata la collaborazione con questa associazione? Puoi parlarci dei vostri progetti?
Per ragioni personali nel 2018 ho frequentato il Com di Modena. Da quell’esperienza ho sentito l’esigenza di aiutare tutte quelle donne che stavano attraversando un momento estremamente difficile della loro vita. Ho così cercato di sensibilizzare la comunità e le associazioni modenesi su questo tema. In particolare ho donato tutti i proventi dei miei libri e l’incasso del film al Progetto Vanity Care, un atelier che ha lo scopo di offrire gratuitamente a tutte le donne in cura parrucche, turbanti e foulard. Nell’arco del 2019 ho donato circa 7000,00 Euro.

Ho letto su internet una frase che ti riguarda: ” Posso solo dire di essere un sognatore, l’unico motore che ti può portare lontano”. Per te i sogni sono importanti? Cosa significa vivere da sognatore?
In effetti, anche se ho cinquant’anni, mi sento ancora quel ragazzo che sogna di cambiare il mondo. I sogni aiutano a sopportare le difficoltà della vita. Come cantava Mia Martini “La gente è strana, forse troppo insoddisfatta e segue il mondo ciecamente”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
A breve pubblicherò un nuovo libro, un fantasy per ragazzi ambientato a Torino. “Il Magnetic, il mondo si spegne”.
Sarà pubblicato in Inglese su Amazon America. Con la fine della trilogia considero conclusa la mia esperienza modenese, ora è il momento di volare verso altri orizzonti.

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